Il recupero del territorio

La conformazione orografica impervia e verticale che ospita i nostri vigneti non consente una meccanizzazione della coltivazione e quindi la stessa è effettuata esclusivamente manualmente come da sempre in queste località di montagna. Si tratta di una forma di viticoltura estrema che comporta costi di impianto e di gestione elevati con rese tendenzialmente più contenute.

Il primo vigneto

località PUA (“primo amore”) – Frazione Pianazzòla

Il vigneto della bisnonna Margherita ha costituito il primo intervento a partire dal disboscamento fino al recupero e messa in sicurezza dei terrazzamenti originari, alla conseguente nuova creazione di impianto e alla piantumazione.
Si tratta di un’area nascosta rispetto al resto del versante, ma particolarmente soleggiata e collocata in una sorta di terrazza naturale.

Altezza 595 m
Pendenza 58%
Esposizione Sud – Sud Est – Sud Ovest
Superficie 3.000 mq
Vitigni Lagrein – PIWI Souvignier Gris e Aromera
Pua 2007, Giancarlo con Corina, depositaria della memoria catastale di Pianazzola

Il secondo vigneto

La Sbogada frazione Pianazzòla

Dopo una lunga, faticosa ma tenace ricomposizione della stratificata parcellizzazione delle diverse proprietà, si è proceduto al recupero del territorio e alla sua piantumazione
Altezza 590 m
Pendenza da 65% a 84%
Esposizione Sud Est
Superficie 4.500 mq
Vitigni Lagrein, Nebbiolo, Gewurztraminer
2005

Il terzo vigneto

Mons Sancti Johannis, frazione San Giovanni

Parlando con comuni amici, si è presentata l’opportunità di acquisire nel 2014, da una persona non più residente a Chiavenna, una estensione più consistente e prossima all’abitato.
Già dal primo incontro, ci siamo resi conto dell’intenzione da parte del proprietario non solo di cedere il terreno ma anche del suo desiderio di vedere recuperato e valorizzato quello che era uno storico ed antico vigneto. C’è stata una immediata condivisione di intenti da cui è nata anche un’amicizia. Oltre a questo acquisto, si è aggiunto un altro vigneto limitrofo e meno esteso, coltivato fino a tempi più recenti.

Complessivamente si è trattato di un ripristino particolarmente impegnativo dovuto alla presenza di un fitto rimboschimento progressivo, che ha richiesto numerosi lavori di carattere straordinario come, ad esempio, la realizzazione di un tracciato di collegamento tra i diversi terrazzi per consentire un più agevole accesso e un minimo di meccanizzazione.
Oggi è impensabile infatti utilizzare esclusivamente le pur suggestive ma strette e ripidissime scalinate in sasso per raggiungere i vari terrazzi come si faceva un tempo.
Contemporaneamente ai lavori durati 2 anni, si è venuti a conoscenza, attraverso studi storici locali che lo stesso vigneto ha origini risalenti al XII secolo.

In questo importante e suggestivo vigneto si è deciso di mettere a dimora un vitigno prestigioso e delicato quale il Pinot Nero.

Certamente una grande ma bella sfida.

Altezza 393 m
Pendenza da 35% a 60%
Esposizione Sud Est
Superficie 11.000 mq
Vitigni Pinot Nero
2011

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